Passaggio a Nord-ovest

Il passaggio a Nord-Ovest

Quando furono fondate le prime colonie americane, solo una piccola parte del continente nord-americano era stata esplorata e fu l’epoca degli esploratori: andare ad Ovest significava andare verso l’ignoto, nelle terre dei ‘selvaggi’ e si fantasticava di un nuovo eldorado e o di un nuovo paradiso terrestre mentre altri descrivevano di montagne altissime e invalicabili e fiumi larghi come il mare. La parte inesplorata apparteneva venendo da est alla Francia che aveva chiamato quelle terre Louisiana in onore di re Luigi, mentre ancora più a ovest c’erano inesplorati territori spagnoli generalmente chiamati Oregon, ma di fatto di quelle immense terre non si sapeva niente. La giovane nazione americana in forte espansione ambiva alla conquista del tereno e delle sue risorse, cosi comprò la Louisiana e poi più tardi conquistò militarmente le terre spagnole. Ma, in quelle immense vastità vivevano i Nativi, vivevano centinaia di milioni di Pellerossa… ma questa è un’altra storia. Invece è interessante conoscere chi e come esplorò quelle terre:

Fu il presidente Jefferson che 18 gennaio 1803 inviò un messaggio confidenziale al Congresso: «Il fiume Missouri e gli indiani che lo abitano non sono ben noti come sarebbe desiderabile per via della loro connessione con il Mississippi e di conseguenza con noi. Un ufficiale intelligente con dieci o dodici uomini scelti … potrebbe esplorare l’intera linea, anche fino all’Oceano Occidentale». Il presidente, era spinto a tale spedizione tanto da ragioni politiche quanto dall’amore per l’avanzamento della scienza. Egli considerava la crescita commerciale nell’Ovest come la chiave per la potenza degli Stati Uniti nella regione. Aveva chiesto al Congresso di autorizzare una spedizione di ricognizione militare che erano già delle maggiori potenze del mondo, Francia, Gran Bretagna, Spagna. Il 28 febbraio 1803 il Congresso approvò la richiesta di Jefferson per attraversare l’ovest e trovare il passaggio a nordovest per il Pacifico. Per questa epica impresa scelse due militari Merriwether Lewis e William Clark

Merriwether Lewis aveva 28 anni quando fu scelto come capo spedizione. Era Primo Segretario del Presidente ed era capitano dell’esercito, appartenente a una famiglia in affari con i Jefferson da almeno una generazione. Aveva servito nella milizia della Virginia quando il presidente Washington l’aveva chiamata a spegnere la cosiddetta “Ribellione del Whiskey” contro le tasse sulla bevanda. Nel Corps of Discovery divise il comando con il vecchio commilitone Clark, prassi non usuale per i veri militari, e permise di eleggere sergente Gass dopo la morte del sergente Floyd, un uso tipico della milizia.
Lewis era un uomo dalla personalità complessa, con gravi problemi emotivi, sempre sull’orlo della crisi depressiva, ma riuscì per lungo tempo a superarla con la pura forza di volontà. Ci sono, nel suo diario della spedizione, dei vuoti inspiegabili, relativi ad intere giornate: probabilmente dovuti a crisi in cui sentiva la mancanza dell’ambiente della Casa Bianca. Era la testa politica della spedizione e probabilmente non si trovò mai a suo agio con gli uomini, anche se manteneva la correttezza del gentiluomo del sud. Mentre sappiamo che gli altri membri della spedizione approfittarono degli usi sessuali indiani con entusiasmo, egli dà la sensazione di non averne partecipato, anche se ciò non è probabile. Alla fine della spedizione Jefferson lo nominò governatore della Louisiana: un grave errore, perché Lewis non era un vero politico. Si fece invischiare in speculazioni immobiliari e minerarie fallite e altre avventure economiche. Prese a bere ancora più forte e, dato che aveva la malaria, usava regolarmente una mistura di oppio e morfina. Spendeva senza risparmio, arrivando a impegnare soldi che non aveva. Rovinato finanziariamente, nel 1809 lasciò St. Louis per Washington: durante il viaggio tentò il suicidio, ma fu salvato. Nei pressi dell’attuale Memphis, Tennessee, Lewis ritentò e, in una locanda, si uccise.

William Clark era figlio di uno degli eroi della rivoluzione, il generale George Rogers Clark. Era stato commilitone di Lewis nella milizia della Virginia. Clark era l’uomo pratico della spedizione, quello che trovava le soluzioni e, anche se non aveva ricevuto un’istruzione formale elevata, era un eccellente cartografo. Condivise il comando con Lewis senza alcun contrasto e rappresentava un elemento di stabilità emotiva. Nonostante fosse d’accordo con il punto di vista di Lewis e Jefferson sugli Indiani, che dovevano “civilizzarsi” o sparire, è evidente che aveva per loro una simpatia che è molto diversa dalla freddezza di Lewis. Gli indiani lo chiamavano “il capo testa rossa” per via del colore dei capelli e lo rispettavano. A differenza di Lewis, che aveva un atteggiamento più conflittuale, Clark si considerava più un mediatore culturale. Dopo il viaggio Clark ebbe una splendida carriera: si sposò con una donna ricca, andò ad abitare a St. Louis come Generale della Milizia. Diventò Sovrintendente agli Affari Indiani e per 30 anni riuscì a mantenere la pace con le tribù. Giudicato “tenero” per questo, perse una volta le elezioni a governatore del Missouri. Era e rimase uno schiavista convinto: tornato a casa, rifiutò a lungo di concedere la libertà al suo schiavo York, che era con lui fin dall’infanzia e che lo aveva accompagnato nella spedizione; aveva anche rischiato la vita per cercarlo in una tormenta di neve. Solo dopo molti anni si decise a liberarlo, pur convinto che la libertà non fosse un bene per lui. Sulla lapide della sua tomba a St. Louis una frase afferma che si può leggere la vita della nazione americana nella vita di Clark, che morì nel 1838.

Il viaggio  verso l’ovest di Lewis e Clark  coprì circa 12.000 km partendo da St.Louis, nel Missouri e terminò sul Pacifico nell’attuale stato dell’Oregon. Dal 1803 al 1806 il Corps affrontò una delle zone più selvagge dell’ Ovest d’America, alla ricerca della strada che potesse condurre all’Oceano Pacifico. Il viaggio attraversò South Dakota, Nord Dakota, Montana ed Idaho e portò alla scoperta del mitico Passaggio a Nord-Ovest. Grazie a quest’impresa storica – negli anni successivi – la gente poté provare l’esperienza diretta con la bellezza di queste terre naturali. Gli uomini della spedizione ed una unica giovane donna nativa affrontarono fiumi, passi di montagna, il freddo inverno ed il caldo torrido delle pianure. Affrontarono gli imprevisti naturali della fauna e flora selvatica, sconosciuta: orsi grizzly, orde di mosquitos ed una vasta distesa di cactus sui quali dover camminare. Fu proprio grazie all’aiuto dei Nativi, che i due esploratori riuscirono a portare a termine la loro missione. Un ruolo fondamentale nell’intera avventura fu assunto da Sacajawea, una donna nativa Shoshone e poi moglie del trapper bianco Charbonneau, poiché rendendosi interprete ed intermediaria, consentì il contatto con la sua gente e diede fondamentali informazioni ai due esploratori. I fiumi hanno rappresentato le “autostrade” lungo le quali si è svolto l’epico viaggio di Lewis e Clark: il loro naturale percorso ha indicato alla spedizione la strada verso l’Oceano. Il Mississippi attraversa la bocca del Missouri proprio a nord, dove oggi sorge St.Louis. Qui trascorsero l’inverno i due esploratori, tra il 1803 e 1804, attendendo di imbarcarsi sulle acque fluviali e approntando i preparativi per la spedizione ordinata dal Presidente Jefferson. Il 14 Maggio 1804 il Capitano Clark ed i suoi uomini a bordo d’una imbarcazione attraversarono il Mississippi e risalirono il Missouri.

Il Missouri, lo Yellowstone e il Salmon River sono alcune delle maggiori arterie d’acqua che attraversano gli stati delle Montagne Rocciose e sono stato teatro naturale di alcune grandi gesta esplorative, sia in Montana che in Idaho. Il 7 Novembre 1805 dopo circa 6000 km il Capitano Clark scrisse sul suo diario: “Grande gioia nel campeggiare in prossimità dell’Oceano…”. I due esploratori ed il Corp of Discovery avevano scoperto il passaggio a Nord-Ovest che cambiò radicalmente il percorso della storia Americana, nelle scienze, nell’economia e nella società. La via per l’uomo bianco per nuove frontiere era stata tracciata.

Uliano

Fonti: varie enciclopedie

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...